Data stampa: 24.10.2021 Ore: 05.00

Utente:

INDICE DEL NUMERO DI luglio/agosto 2021

  • I rapporti tra Collegio sindacale e ODV nelle nuove norme di comportamento

    Le nuove “Norme di comportamento del Collegio sindacale di società non quotate” emanate dal CNDCEC nel 2021 dedicano la Norma 5.5. ai rapporti tra il Collegio sindacale e l’Organismo di Vigilanza nominato ai sensi del DLgs. 231/2001. Tale disposizione conferma una volta di più come il “sistema 231” sia parte degli adeguati assetti organizzativi amministrativi e contabili oggi cristallizzati nell’art. 2086 c.c., così come modificato dal Codice della crisi di impresa (DLgs. 14/2019). Centrale è lo scambio di informazioni tra tali organi, che la Norma in esame riferisce – per sua natura - principalmente al flusso verso il Collegio sindacale, ma che nelle best practices applicative dei Modelli organizzativi resta “bidirezionale”, ovviamente nei limiti delle competenze di ciascuno. Il presente articolo, oltre ad analizzare la Norma di comportamento e il ruolo del Collegio sindacale nell’ambito “231”, si sofferma proprio su quelle “materie trasversali” in cui emergono dei punti di contatto con l’OdV.

  • Le responsabilità del revisore legale

    In quali circostanze il revisore legale rischia una azione di responsabilità? Quando sussistono i presupposti per l’azione sociale e quella dei creditori? Quali le differenze fra la responsabilità dei revisori e quella dei sindaci? Da quando decorrono i termini prescrizionali dell’azione per gli uni e gli altri? Su queste ed altre questioni, alla luce della più recente giurisprudenza si proverà a fare il punto nel lavoro che segue.

  • La struttura dell’atto istitutivo di trust: criteri di redazione e analisi di singole clausole

    Il lavoro qui presentato offre un commento ragionato di talune clausole di un trust interno. L’invito ai professionisti che si propongono di redigere un trust interno è quello di valutare attentamente gli effetti di ogni singola clausola, poiché ogni trust va plasmato su misura degli interessi e degli obiettivi del disponente.

  • Fondo patrimoniale: non sussiste una presunzione di inerenza tra debiti professionali o imprenditoriali e soddisfazione dei bisogni della famiglia

    Secondo l’innovativa pronuncia che si annota non vi è un’automatica inerenza tra i debiti assunti per ragioni professionali o imprenditoriali e il soddisfacimento dei bisogni della famiglia del debitore. La Suprema Corte, in particolare, ha affermato che, da un lato, contrariamente a quanto sostenuto dall’orientamento maggioritario, non sussiste alcuna presunzione di inerenza tra debiti professionali o imprenditoriali e soddisfazione dei bisogni della famiglia e che, per contro, dall’altro lato, sulla base della comune esperienza, sussiste la presunzione tale per cui i debiti assunti nell’ambito dell’esercizio dell’impresa o della professione non abbiano pertinenza alcuna con il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, salvo prova contraria; ossia il creditore, per poter agire in executivis, deve dimostrare che il debito, ancorché assunto nell’ambito dello svolgimento dell’attività d’impresa o professionale, diversamente dall’id quod plerumque accidit, è eccezionalmente volto a soddisfare i bisogni della famiglia in via immediata e diretta. La pronuncia, quindi, si discosta notevolmente dalla giurisprudenza di legittimità maggioritaria e, ove dovesse consolidarsi, potrebbe aprire un nuovo solco nella tutela adducibile al fondo patrimoniale.

  • Perdite su crediti, sopravvenienze attive e note di variazione IVA nei processi di ristrutturazione

    Le operazioni di restructuring danno luogo a perdite su crediti (per i creditori) e a insussistenze di passività (per i debitori) il cui trattamento, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, è stato oggetto di recenti novità di legge, accompagnate da importanti interventi di prassi. Con il presente lavoro, si vuole fornire una prima analisi delle principali modifiche legislative, alcune delle quali di rilevante impatto socio-economico, e dei successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, evidenziandone i risvolti alla luce delle generali regole contabili e fiscali applicabili e le relative criticità, con un’attenzione particolare anche ai profili pratici e operativi, come declinabili anche alla luce di recente giurisprudenza di legittimità.

  • Bilancio consolidato in presenza di gruppi aziendali: obbligo di redazione, cause di esonero e notizie integrative

    In presenza di gruppi aziendali, a prescindere dalle dimensioni, occorre effettuare alcune riflessioni in tema di obbligo di redazione del bilancio consolidato e relative cause di esonero. Essere un gruppo aziendale non significa necessariamente dover redigere il bilancio consolidato, ma significa dover gestire la problematica adoperandosi al fine della sua redazione e successiva pubblicazione, oppure fornendo adeguata informativa nella Nota integrativa circa le motivazioni dell’esonero. Obiettivo del presente articolo è pertanto individuare le condizioni che fanno scattare l’obbligo di redazione del bilancio consolidato e, soprattutto, le cause di esonero, ossia le casistiche in cui un gruppo, pur detenendo i requisiti richiesti dalla normativa vigente per essere considerato un gruppo aziendale, può esimersi dalla predisposizione dell’informativa di gruppo. In particolare, si analizzano i seguenti aspetti: soggetti obbligati alla redazione del bilancio consolidato e i casi di esonero dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato.

  • La revisione legale del bilancio consolidato: impostazione generale del lavoro, responsabilità del group auditor e valutazioni in merito alla struttura del gruppo

    Il presente contributo ha l’obiettivo di introdurre il tema della revisione del bilancio consolidato secondo quanto previsto dal principio di revisione internazionale ISA Italia 600 “La revisione del bilancio del gruppo - Considerazioni specifiche (incluso il lavoro dei revisori delle componenti)”. In particolare, viene approfondito il tema rilevante, ai fini dell’impostazione generale del lavoro di revisione, della responsabilità del revisore di gruppo e delle valutazioni in merito alla struttura del gruppo, importanti per definire l’ampiezza delle attività da svolgere ai fini dell’acquisizione di elementi probativi sufficienti ed appropriati sulla base dei quali esprimere il giudizio sul bilancio consolidato. Questa introduzione è propedeutica ad un’analisi più approfondita delle singole fasi del processo di revisione del bilancio consolidato che presentano aspetti di complessità che devono essere adeguatamente gestiti dal revisore di gruppo per indirizzare al meglio i rischi identificati e valutati.

  • Gli immobili utilizzati nell’attività professionale: le regole del TUIR

    L’art. 54 del Testo Unico delle Imposte sui redditi detta le regole ai fini della partecipazione alla formazione del reddito di lavoro autonomo degli immobili utilizzati nell’esercizio dell’attività professionale. Una lettura sistematica delle disposizioni obbliga in primis a qualificare le due tipologie degli immobili strumentali all’attività professionale e degli immobili promiscui, per poi verificare le regole applicabili alle singole componenti che possono concorrere alla formazione del reddito di lavoro autonomo. La normativa, anche a causa dei molti interventi che si sono sovrapposti negli anni, presenta alcune incoerenze che saranno criticamente analizzate anche con l’ausilio delle interpretazioni fornite da giurisprudenza e prassi. Sarà data anche evidenza ad alcune ipotesi che si verificano con una certa frequenza nell’ambito del lavoro autonomo, con l’illustrazione della disciplina fiscale loro applicabile.

  • Rassegna di giurisprudenza: Società Obbligazioni e Contratti

  • Rassegna di giurisprudenza: Diritto penale commerciale

  •  
Rivista registrata al Tribunale di Torino n. 6 del 17/03/2013